Aggiornato al 28/02/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

 

RIFLESSIONI 2026

 

23 febbraio 2026  Giorgio Bertolina

Olimpiadi invernali

Mi sono sinceramente emozionato ad assistere alla cerimonia di chiusura delle olimpiadi invernali organizzata all’arena di Verona.

Non parlo dello spettacolo in sé, indubbiamente di grande effetto e di gran classe, che ha fatto ancora una volta capire quanto il nostro paese abbia dato e ancora dia all’arte in senso ampio, dall’architettura romana, alla musica, alle scenografie e coreografie.

Non mi riferisco al successo organizzativo e agonistico dell’Italia, non scontati, ma che ancora una volta hanno dimostrato che quando ci impegniamo possiamo essere anche noi interpreti di eccellenza.

Non è stato il discorso del Presidente della Fondazione Milano-Cortina che ha saputo riassumere, in perfetto inglese, l’essenza dell’orgoglio di essere italiani.

L’emozione vera è stata vedere sfilare sorridenti e felici i quasi duemila atleti provenienti da tutto il mondo che nei loro sguardi testimoniavano la gioia di esserci e di vivere, indipendentemente dai risultati raggiunti: una testimonianza, così mi piace pensare, di ottimismo per il futuro.

 

14 febbraio 2026  Ruggero Cerizza

Neutralità italiana?

Osservando l’evoluzione assunta dalle relazioni geopolitiche e dalle diverse vicende belliche che caratterizzano gli ultimi anni mi sono trovato a pormi la seguente domanda : l’Italia potrebbe dichiararsi stato neutrale?

Ho la sensazione che la posizione internazionale della nostra nazione sia difficilmente governabile perché vincolata e sballottata da:

  • gli USA che vogliono imporre al mondo le loro regole perseguendo, adesso anche in modo esplicito e violento, esclusivamente i propri interessi;
  • la Nato, ormai totalmente privata dell’originario scopo difensivo, che promuove il riarmo e un atteggiamento aggressivo e bellicista senza che sia chiaro in nome di chi parla;
  • l’atteggiamento manicheo dell’UE nei confronti dei russi che non si capisce se persegue gli interessi degli europei o delle sue sovra-strutture tecnocratiche, e che è risolutamente determinata a “svenarsi” per consentire agli ucraini di  proseguire un conflitto che ha provocato solo danni;
  • l’attuale linea francese, alimentata da alcuni ex-tecnocrati, che spinge per il riarmo finanziato da  debito comune senza che sia evidenziato chi e come ne pagherà il costo negli anni a venire.

Ovviamente questa riflessione presuppone la mia ferma opinione che la Federazione Russa non abbia minimamente in animo e non sia assolutamente nelle condizioni di aggredire alcun paese europeo, e che quindi non costituisca per noi una minaccia reale.

Dei quattro paesi con cui confiniamo due, la Svizzera e l’Austria, sono già neutrali e quindi saremmo in ottima compagnia; tra l’altro l’Austria è membro della UE pur mantenendo la propria neutralità costituzionale.

Quali conseguenze:

  • con gli USA potremmo negoziare un accordo bilaterale per l’eventuale mantenimento delle loro basi militari sul nostro territorio se lo ritenessimo nel nostro interesse strategico
  • l’uscita dalla Nato non sarebbe un problema perché già oggi la Nato è un accordo obsoleto senza una reale valenza;
  • la UE non potrebbe negarci la neutralità dato il precedente dell’Austria;
  • eviteremmo di essere trascinati dalle velleità di grandezza della Francia e dell’Inghilterra, potendo così pensare in maniera autonoma alla nostra difesa ed alle modalità del suo finanziamento;
  • dal punto di vista costituzionale, la neutralità statuale ne interpreterebbe meglio l’articolo 11.

Sono consapevole che questa mia riflessione è radicale, provocatoria e senz’altro “acerba”, tuttavia stante la confusione, per non dire caos, che pervade l’attuale quadro internazionale forse potrebbe rappresentare una soluzione sensata ed intelligente che ci consentirebbe di decidere del nostro destino in maniera più autonoma e consapevole, senza rimanere in balia delle decisioni altrui. Così magari riusciamo anche a darci una proiezione militare che privilegi la tutela delle nostre coste piuttosto che la difesa dei confini terrestri.

 

14 febbraio 2026  Vincenzo Rampolla

In diretta, da Gerusalemme - Come si fa un elogio funebre per un bambino?

Chani Katz, straziata, madre del suo piccolo venuto a mancare nella tragedia di giorni fa a Gaza, ha scritto una poesia che esprime il suo inimmaginabile dolore.
 

Ribono Shel Olam [Signore del Mondo]

come si fa un elogio funebre per un bambino?
Quanto amava il solletico e i baci?
Quanto sorrideva, e quanto voleva piangere?
Quanto era giocherellone,
E quale ciuccio amava di più?
Quanto pesava,

e a che età ha iniziato a andare a quattro zampe?
Ribono Shel Olam,

E cosa fanno le dolci anime

nel Paradiso dei bambini?
Gli angeli disegnano immagini di madri che ridono?
Si siedono in un cerchio di Tzaddikim, [Maestri spirituali]

piccoli cuori interi che battono,

raccontando storie della Fine dei Tempi?
E dimmi, Ribono Shel Olam,
I Cieli lassù non sono troppo grandi,
Per un piccolissimo bambino

che sa solo strisciare a quattro zampe? 💔

 

8 febbraio 2026  Achille De Tommaso

A proposito della manipolazione del quesito referendario.

(e perché la questione non è se io ritenga che solo i giudici di destra siano imparziali)

Caro Ghidelli, io invece, rispondo a quella che ritengo una tua (neanche tanto larvata) accusa. Tu sostieni, infatti, che io ritenga imparziali “soltanto i magistrati di destra”; ma così ribalti il problema; la questione, infatti, non è se esistano magistrati imparziali di sinistra o di destra, la questione è se magistrati che hanno ricoperto cariche elettive di parte, o che dichiarino pubblicamente un orientamento referendario, possano partecipare a decisioni che incidono proprio su quel referendum, senza che si ponga un problema di apparenza di terzietà.

Ti ricordo infatti IL PRINCIPIO DI APPARENZA DI IMPARZIALITÀ (deriva dall’ordinamento dell’Antica Roma).
Non si tratta, in questo caso, infatti di mettere in dubbio la buona fede di questi magistrati. Si tratta di un principio consolidato nella giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: L’IMPARZIALITÀ DELL’ORGANO GIUDICANTE DEVE ESSERE NON SOLO SOSTANZIALE, MA ANCHE PERCEPITA.
Lord Hewart, citato ripetutamente dalla Corte di Strasburgo, lo ha espresso in forma cristallina: “justice should not only be done, but should manifestly and undoubtedly be seen to be done” (la giustizia deve non solo essere resa, ma anche apparire manifestamente tale).
L’articolo 6 della CEDU, per altro, richiede che gli organi chiamati a decidere su controversie che incidono sui diritti fondamentali siano “INDIPENDENTI E IMPARZIALI” ANCHE NELL’APPARENZA. Non basta l’assenza di conflitto d’interesse formale: serve che il cittadino possa ragionevolmente percepire l’organo come terzo. E pertanto, non venirmi a dire che un giudice che è stato parlamentare del PD e un altro che ha partecipato attivamente a campagne per il “NO” al referendum, possa essere percepito come indipendente nei confronti del referendum. Saluti.

 

8 febbraio 2026  Vincenzo Rampolla

L'abuso del potere di veto nel Consiglio Onu

Pietro, rimani incantato dalla gioia giovanile degli atleti, dal loro stato di felicità sincero, non recitato per la Tv. Ti intristisci per quanti giovani muoiono in guerra.

Dimentichi un dettaglio, Pietro. Devi avere il coraggio di ricordare.

Dimentichi l’abuso del potere di veto dei 5 Paesi nel Consiglio di Sicurezza ONU, USA e Russia in particolare, che sta bloccando ogni processo di pace in Ucraina, a Gaza e in Siria. Questo dovrebbe portarti al pianto e all’urlo di dolore.

Nell'ultimo decennio, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato 482 risoluzioni e posto il veto a 30, 8 su 12 su Palestina e Israele; 15 su 58 su Siria; 4 su 7 in Ucraina.

Russia e USA hanno espresso insieme il 75% degli 88 veti del Consiglio dal 1989, mentre il resto è opera della Cina; Francia e Regno Unito non hanno usato il loro potere di veto nel periodo.

C’è chi piange e chi si frega le mani davanti a queste cifre. Cifre reali, vere. Cifre indimenticabili.

 

8 febbraio 2026 Giorgio Bertolina

Una riflessione che mi assilla da tempo: ma perché gli italiani disprezzano così tanto la nostra lingua?

Ormai da anni in occasione del Festival della canzone di Sanremo e adesso anche in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina sentiamo sempre più spesso venti ventisei, anziché come prevede l’italiano corretto duemila ventisei.

L'Accademia della Crusca si è già espressa su fenomeni simili, sottolineando che l'uso della doppia cifra è un'evidente forzatura che snatura la struttura decimale della nostra numerazione.

Mi piacerebbe chiedere a qualcuno di questi fini dicitori, giornalisti, presentatori e parlatori vari, in che anno sono nati e vorrei sentirmi rispondere, per coerenza e ad esempio, nel diciannove ottantaquattro.

Ovviamente no, non mi risponderanno mai così, perché si accorgerebbero anche loro che stride, stona, non è corretto. Allora perché se l’anno riguarda il nuovo millennio si sentono invece autorizzati a parlare di venti qualche cosa? Chiaramente mutuata dall’inglese, l’espressione è in italiano sbagliata! Non ammissibile, stonata e quindi da non usare!

Siamo un popolo di ignoranti: solo il 45% degli italiani leggono almeno un libro l’anno, contro il 68% dei tedeschi, o il 65% degli inglesi, ma ci piace tanto usare gli anglicismi come quello citato, a cui si possono aggiungere location, spoiling, fitting e via dicendo, manco fossimo dei Beppe Fenoglio del Partigiano Johnny.

 

7 febbraio 2026 Giacomo D. Ghidelli

In riferimento alla bocciatura della formulazione del quesito referendario,

bisogna proprio dire che per De Tommaso i magistrati indipendenti sono soltanto quelli di destra: gli altri dovrebbero essere silenziati in quanto – essendo di sinistra – la loro indispensabile terziarietà sarebbe incrinata. Avendo tempo e voglia, ci sarebbe da discutere…

 

7 febbraio 2026  Achille De Tommaso

Quesito referendario manipolato dalla sinistra; imparzialità e la ragione in più per votare SÌ

Va ribadito con chiarezza: la composizione dell’Ufficio elettorale presso la Corte di Cassazione non è politica, né per legge potrebbe esserlo. È un organo tecnico-giurisdizionale, formato da magistrati chiamati a garantire la correttezza formale e la neutralità del procedimento referendario. Proprio per questo, ciò che è accaduto non può essere liquidato come irrilevante.

Nel collegio che ha deciso di modificare il quesito, rendendolo meno immediato e più ambiguo rispetto alla versione originaria, sedevano infatti magistrati con un profilo politicamente marcato a sinistra. Tra questi Donatella Ferranti, già parlamentare del Partito Democratico fino al 2018, e Alfredo Guardiano, che ha assunto un ruolo pubblico in un’iniziativa apertamente schierata per il “no”. Anche se formalmente legittima, una simile coincidenza incrina l’indispensabile percezione di terzietà.

Ed è qui che il tema smette di essere solo procedurale e diventa politico nel senso più alto. Questo episodio rafforza le ragioni del SÌ, non le indebolisce. Votare SÌ significa anche infatti affermare un principio: la magistratura deve essere indipendente non solo dai governi, ma da qualunque area politica, senza zone grigie, senza commistioni, senza ambiguità, senza correnti. 

Quando decisioni che incidono direttamente sulla volontà popolare vengono prese in un contesto percepito come politicizzato, cresce il bisogno di una riforma che separi in modo netto giustizia e politica.

Il SÌ, oggi, diventa quindi anche un voto di garanzia istituzionale: per restituire credibilità agli organi di garanzia, per rafforzare la fiducia dei cittadini e per riaffermare che la sovranità popolare non può essere filtrata, corretta o “interpretata” da chi, per ruolo e storia, non appare realmente distante dal conflitto politico.

 

7 febbraio 2026    Pietro Bordoli

La felicità degli atleti olimpici

Ieri sera mi sono visto tutta la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Come commentavamo questa mattina con un amico, sicuramente molto bene organizzata e televisivamente ottimamente presentata (unica vera sbavatura, a mio avviso personale, le tre figure danzanti dei compositori italiani con le teste in cartone, più degne di una carnevalata di dubbio gusto che della importanza della serata).

A parte la riuscita scenografia, ciò che mi ha tenuto incollato allo schermo è stata soprattutto la sfilata degli atleti e la loro contentezza di rappresentare la propria nazione, tutti accomunati da uno stato di felicità che traspariva dai loro sguardi, risate, sorrisi, passi di danza, davvero sincero e non recitato a favore delle riprese televisive.

Come non pensare purtroppo a quanti giovani della loro età stanno invece perdendo la vita nei diversi orrendi conflitti che ancora oggi affliggono il mondo.

Come non pensare a tutti i giovani russi e ucraini uccisi in quattro anni di una guerra assurda che ha impedito ai giovani russi di essere presenti ieri sera come quelli di tutti gli altri Paesi.

 

P.S. Per eventuali commenti o nuove Riflessioni inviare il testo (breve) a redazione@nelfuturo.com

 

Inserito il:07/02/2026 12:31:31
Ultimo aggiornamento:23/02/2026 23:03:28
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