Wassily Kandinsky (Mosca, 1866 - Neully s. Seine, 1944) - Composition VII, 1913
Gogna mediatica al posto del merito
di Franco Del Vecchio
In tutto il mondo si fa squadra unendo le forze per aumentare la competitività e la produttività con la meritocrazia. Solo in Italia il riconoscimento del merito da parte delle aziende diventa gogna mediatica per giornalisti e politici faziosi.
Domenica 30 luglio leggo un articolo degno dell’inquisizione di tempi storici “Prefetti, piloti e manager: i pensionati che resistono ai tagli previdenziali“ e aggiungo all’indignazione la necessità di manifestare il dissenso per l’articolo che alimenta l’invidia sociale e calpesta la certezza del diritto, alla base di ogni ordinamento democratico.
L’articolo mette sullo stesso piano i vitalizi dei politici e le pensioni conseguite con il merito e i contributi versati da alcune categorie, dimenticando le ingiustizie più eclatanti, fra le quali le baby pensioni dei dipendenti pubblici che hanno generato almeno 40 anni di pensioni appena raggiunti i 15 anni e 6 mesi di servizio; e che rappresentano una perdita per lo Stato di almeno 250 mila € per ciascuna baby pensione concessa allegramente con finalità elettorali. Non ci vuole molto per capire chi continua a pagare il conto di quelle pensioni, senza tante rivendicazioni.
La libertà di stampa non deve far dimenticare la correttezza e onestà intellettuale delle informazioni. Le gogne mediatiche appartengono ad altri tempi e le persecuzioni delle persone oneste, che pagano 50 miliardi di tasse IRPEF, anche per chi le evade, è disinformazione e non produrrà risultati per la popolazione, al contrario favorisce solo la mediocrità e il dissesto delle finanze pubbliche, come analizzato nell’articolo “L’IRPEF penalizza i manager e il sommerso mette a rischio il welfare di tutti”
La stampa faziosa preferisce mettere alla berlina i manager, al posto degli evasori, delinquenti e parassiti, contribuendo a spingere l’Italia nella direzione opposta agli altri Paesi virtuosi che considerano la meritocrazia il modello di riferimento per lo sviluppo e un inderogabile diritto delle persone: più risultati consegui e più sarai premiato e non punito con la gogna mediatica.
La faziosità della stampa alimenta un conflitto sociale che riduce, giorno per giorno, la fiducia nell’Italia e innesca il desiderio di trasferirsi in un Paese nel quale esista certezza del diritto, efficienza e semplicità dell’apparato pubblico e sia certo il riconoscimento del merito.
Apprezzo l’articolo “Menzogne ideologiche” di Danilo De Stefani che respingendo con dati di fatto la gogna mediatica al mittente, ha interpretato il sentimento dei colleghi pensionati che hanno dedicato una vita di lavoro per l’azienda, i dipendenti e la famiglia.
Opponiamoci compatti insieme alle nostre famiglie alle persecuzioni mediatiche, perché dieci milioni di perone oneste hanno la responsabilità di analizzare la realtà, prendendo le distanze dalle proposte ideologiche contrarie al comune senso del diritto, sostenendo invece chi si impegna per dare un futuro di sviluppo a favore di tutti e non a scapito della solita classe media.