Aggiornato al 04/04/2025

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Voltaire

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La vera storia della guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti

di Achille De Tommaso

 

La narrazione di un'improvvisa "guerra commerciale" scatenata da un singolo presidente (di solito, quello con i capelli arancioni) è tanto comoda quanto fuorviante. La realtà è che le tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti hanno radici profonde, che affondano in decenni di protezionismo, sussidi di stato e divergenze strategiche. Lungi dall'essere una novità, questa "guerra" è una lunga e complessa partita a scacchi, dove entrambe le parti hanno alternato attacchi e difese, vantaggi e svantaggi. E, diciamocelo chiaramente, l'Europa non è sempre stata la vittima innocente che viene dipinta.

La narrazione hollywoodiana di un'alleanza indissolubile tra Europa e Stati Uniti stride un po' con la realtà, fatta di interessi economici divergenti e una sotterranea "guerra commerciale" che va avanti da decenni. Dietro i sorrisi di circostanza, si nasconde un complesso gioco di protezionismo, sussidi e - udite udite - paradisi fiscali, dove anche i colossi americani, oltre alle aziende europee, sanno come far sparire un po' di tasse.

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IL PIANO MARSHALL E IL DOPPIO STANDARD EUROPEO: GRAZIE USA…MA NOI CI ARRANGIAMO

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli USA hanno fatto la parte del Samaritano con il Piano Marshall. Ma l'Europa, anziché trasformarsi in un docile discepolo del libero mercato, ha preferito proteggere le sue fragili economie nascenti.

  • La PAC: Un Fortino Agricolo: La Politica Agricola Comune (PAC) dell'Unione Europea è un vero e proprio colosso: un sistema di sussidi e regolamentazioni che da decenni plasma il settore agricolo europeo, con conseguenze che si estendono ben oltre i confini del Vecchio Continente. Se da un lato ha contribuito a sostenere i redditi degli agricoltori e a garantire la sicurezza alimentare, dall'altro è stata spesso criticata per il suo impatto distorsivo sul commercio internazionale e per i suoi costi elevati.
      • Un Budget da Capogiro: La PAC assorbe una quota considerevole del bilancio dell'UE. Negli ultimi anni, ha rappresentato circa il 30-40% della spesa totale dell'Unione, con un budget che si aggira intorno ai 50-60 miliardi di euro all'anno.
      • Sussidi a Pioggia: Questi fondi vengono distribuiti agli agricoltori europei attraverso una complessa rete di pagamenti diretti, misure di sostegno al mercato e programmi di sviluppo rurale. I pagamenti diretti, in particolare, sono stati spesso criticati perché legati alla superficie coltivata o al numero di capi di bestiame, incentivando la sovrapproduzione e creando distorsioni nel mercato.
      • L'Effetto Distorsivo: I sussidi della PAC hanno reso i prodotti agricoli europei estremamente competitivi, sia sul mercato interno che all'estero. Questo ha penalizzato le esportazioni agricole di altri paesi, compresi gli Stati Uniti, che si sono lamentati a più riprese per la concorrenza sleale. Ad esempio, i produttori di soia americani hanno subito la concorrenza dei coltivatori europei, che beneficiano di generosi sussidi per la produzione di biocarburanti.
      • Barriere all'Import: Oltre ai sussidi, la PAC prevede anche misure di protezione alle frontiere, come dazi e quote sulle importazioni di prodotti agricoli. Queste barriere hanno ulteriormente limitato l'accesso dei prodotti americani al mercato europeo, creando tensioni commerciali.

BARRIERE TARIFFARIE SULL'ACCIAIO E L'ALLUMINIO USA.

Già nel lontano 2002, l'amministrazione Bush impose dazi fino al 30% sulle importazioni di acciaio da diversi paesi, inclusa l'Europa, per proteggere l'industria siderurgica americana. La risposta europea non si fece attendere, con minacce di ritorsioni e proteste vibranti. Fortunatamente, la disputa si risolse relativamente in fretta, con la revoca dei dazi da parte degli USA nel 2003, ma il segnale era chiaro: il protezionismo era un'arma pronta all'uso.

BOEING CONTRO AIRBUS: LA VERA SAGA DEI SUSSIDI SPAZIALI (E TERRESTRI)

La disputa tra Boeing e Airbus, come spesso accade nelle schermaglie commerciali, è deflagrata in una guerra a tutto campo, espandendosi a vari altri settori, dove a farne le spese sono stati i consumatori e i produttori di beni, che nulla avevano a che fare con l'aviazione. Le sanzioni incrociate, infatti, hanno colpito una miriade di prodotti, trasformando una vertenza tecnica in una surreale "sagra paesana" di dazi e ritorsioni.

  • Il Valzer dei Miliardi: Nel 2019, l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) autorizzò gli Stati Uniti a imporre dazi su 7,5 miliardi di dollari di merci europee, a seguito della constatazione che l'UE aveva continuato a sussidiare illegalmente Airbus.
  • Dalla Scozia all'Andalusia: La lista dei prodotti colpiti era un vero e proprio campionario delle eccellenze europee: whisky scozzese, vino francese e spagnolo, formaggi italiani, olive greche, prosciutti spagnoli... un'autentica dichiarazione di guerra al Made in Europe. Le tariffe, in alcuni casi, hanno raggiunto il 25%, rendendo i prodotti europei meno competitivi sul mercato americano e causando ingenti danni ai produttori.
  • L'Europa Risponde al Fuoco: L'UE non rimase a guardare e, nel 2020, ottenne l'autorizzazione dal WTO a imporre dazi su 4 miliardi di dollari di merci americane, in risposta ai sussidi illegali che gli USA avevano concesso a Boeing.
  • Il Menu delle Ritorsioni: Anche in questo caso, la lista dei prodotti americani colpiti era lunga e variegata: aeroplani, trattori, patate dolci, tabacco... un tentativo di colpire gli interessi economici USA a largo spettro.

Insomma, una vera e propria tempesta di dazi, che ha trasformato una disputa commerciale in una battaglia campale a suon di tariffe e controtariffe. Il risultato? Produttori e consumatori danneggiati, mercati distorti e un clima di incertezza che ha frenato gli investimenti e la crescita economica. E tutto per una partita a scacchi tra Boeing e Airbus, due colossi che continuano a volare alto, mentre il resto del mondo si barcamena tra dazi e ritorsioni."

IL SETTORE AUTO: LUSSO EUROPEO, TARIFFE ASIMMETRICHE E AFFARI D'ORO

Nel complesso mondo del commercio automobilistico, le tariffe doganali possono fare la differenza tra il successo e l'oblio. Per decenni, l'Unione Europea ha goduto di un vantaggio strategico, applicando un dazio più elevato sulle auto importate dagli Stati Uniti rispetto a quello imposto dagli USA sulle auto europee. Una mossa astuta che ha contribuito a plasmare il mercato automobilistico globale.

  • Il Muro del 10% (e del 6% per i Furgoni): L'UE ha mantenuto una tariffa standard del 10% sulle importazioni di autovetture provenienti dagli Stati Uniti. Ma non solo auto, la beffa è ancora più grave se si considerano i furgoni USA, tassati al 6% contro lo 0% europeo. Questo, combinato con normative ambientali stringenti e i gusti diversi dei consumatori, ha reso difficile per i produttori americani competere efficacemente nel mercato europeo.
  • Il Mite 2,5% Americano: Al contrario, gli Stati Uniti applicavano un dazio del 2,5% sulle autovetture importate dall'UE. Una differenza notevole che ha dato ai produttori europei un vantaggio competitivo.
  • Le Berline di Lusso Alla Conquista degli USA: Marchi come Mercedes-Benz, BMW, Audi e Porsche hanno saputo sfruttare al meglio questa situazione, conquistando il mercato americano delle auto di lusso. Con design accattivanti, tecnologia all'avanguardia e un'immagine di prestigio, le auto europee hanno sedotto i consumatori americani, disposti a spendere di più per un'esperienza di guida "premium". Nei segmenti di lusso, i produttori tedeschi hanno spesso superato i marchi americani, consolidando il loro dominio.
  • Harley Davidson e le Moto Americane: Una Storia a Parte: Anche il settore motociclistico ha risentito di questo squilibrio. Sebbene la tariffa statunitense sulle motociclette europee fosse relativamente bassa, la presenza di barriere non tariffarie (come le normative ambientali e di sicurezza) ha reso difficile per i produttori americani, come Harley-Davidson, competere nel mercato europeo. E quando Trump provò a mettere dazi di ritorsione, Harley Davidson rispose delocalizzando una parte della sua produzione all'estero, perdendo posti di lavoro in USA.

Questo sistema tariffario, in vigore per decenni, ha contribuito a creare un mercato automobilistico globale asimmetrico, dove i produttori europei hanno potuto prosperare negli Stati Uniti, mentre i marchi americani hanno incontrato maggiori difficoltà in Europa. Un esempio lampante di come le politiche commerciali possano influenzare le dinamiche del mercato e il destino delle imprese.

E BIDEN CHE FA? MANTIENE LE TARIFFE E INCASSA (SEMPRE PIÙ) SOLDI

Sorpresa! La narrazione del "bravo Biden" che riporta la pace commerciale è, diciamo, un po' forzata. Sotto la sua gestione, gli Stati Uniti hanno continuato a incassare entrate tariffarie consistenti, superando persino i livelli pre-pandemia e gli anni della prima amministrazione Trump.

  • Un Incasso da Record: “Le tariffe, incluse quelle ereditate da Trump, continuano a riempire le casse statali”. (Fonte: Peterson Institute for International Economics)

IL DIGITALE È UN ELDORADO (A BASSA TASSAZIONE): LA CONCORRENZA FISCALE TRA PAESI EUROPEI E L'ARTE DI ALLEGGERIRE IL CARICO FISCALE

La regolamentazione. Anche nel settore tecnologico, l'Europa ha mostrato i muscoli, prendendo di mira i colossi americani con multe e tasse.

  • GDPR e Antitrust: Google, Apple, Amazon e Facebook hanno pagato miliardi di euro per violazioni della privacy e abuso di posizione dominante. (Fonte: Commissione Europea - Concorrenza).

Le tasse. Qui si tocca un tasto dolente. Non solo l'UE ha cercato di tassare i ricavi delle Big Tech, ma le stesse multinazionali americane hanno abilmente sfruttato le differenze fiscali tra i paesi europei per ridurre al minimo il loro carico fiscale.

  • Irlanda e Olanda, Paradisi a Portata di Mano: Aziende come Apple, Google, Facebook e Microsoft hanno stabilito le loro sedi europee in paesi come l'Irlanda e i Paesi Bassi, che offrono aliquote fiscali bassissime e regimi fiscali vantaggiosi.
    • Apple in Irlanda: La celebre vicenda di Apple, che per anni ha pagato aliquote fiscali irrisorie grazie a un accordo con il governo irlandese, è un caso emblematico.
    • Google nei Paesi Bassi: Google ha strutturato le sue attività europee attraverso i Paesi Bassi, sfruttando le agevolazioni fiscali offerte dal paese.
  • La Concorrenza Fiscale che Avvantaggia le Multinazionali: Questa competizione al ribasso tra i paesi europei ha creato un sistema in cui le multinazionali (non solo USA) possono spostare facilmente i loro profitti verso giurisdizioni a bassa tassazione, privando gli Stati di entrate fiscali importanti. Questo evidenzia una criticità interna all'Europa, dove le politiche fiscali nazionali a volte collidono con gli interessi collettivi.
  • La Tassa Sul Digitale: La tassa digitale europea, pensata per tassare i ricavi delle Big Tech, ha creato tensioni con gli USA, che l'hanno vista come una discriminazione.

TRA AMICIZIA E INTERESSI, LA PARTITA A SCACCHI CONTINUA

La guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti è un affare complesso, e di lunga data, che va ben oltre la retorica dei dazi e delle tariffe di TRUMP II. Dietro la facciata dell'amicizia, si nascondono interessi economici, strategie politiche e una annosa competizione fiscale spietata. E l'Europa, lungi dall'essere una vittima, è un giocatore attivo, che ha imparato a sfruttare le regole del gioco per proteggere i propri interessi. La prossima mossa? Difficile dirlo. Ma una cosa è certa: lo spettacolo non è ancora finito.

Il prossimo atto alle ore 22:00 (CEST) di oggi 2 aprile 2025.

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  • Sito ufficiale della PAC.
  • Rapporti periodici dell'Organizzazione Mondiale del Commercio - WTO).
  • United States Trade Representative.
  • The Irish Times, The Guardian.
  • United States Trade Representative - "Report on Sanitary and Phytosanitary Measures" - Cerca nel rapporto le sezioni relative alle problematiche con la PAC.
  • WTO - "Dispute Settlement: DS316: European Communities — Measures Affecting Trade in Large Civil Aircraft".
  • WTO - "Dispute Settlement: DS353: United States — Measures Affecting Trade in Large Civil Aircraft (Second Complaint)".
  • Commissione Europea - Market Access Database https://madb.europa.eu/madb/indexPubli.htm - Naviga il database inserendo i codici doganali specifici per autoveicoli e motocicli per ottenere i dati esatti.

 

Inserito il:02/04/2025 18:31:48
Ultimo aggiornamento:03/04/2025 16:52:29
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