Aggiornato al 04/04/2025

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

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Donne e parità di genere

di Vincenzo Rampolla

 

Riflessioni deludenti, decisamente sconfortanti a chiusura della 69ª Commissione sullo status delle donne (CSW69), tenutasi dal 10 al 21 marzo 2025 a New York presso la sede dell’Onu, evento mondiale di massimo rilievo dedicato ai diritti delle donne. Obiettivo immediato: verificare l’attuazione degli obiettivi della Conferenza di Pechino del 1995, obiettivi ancora molto lontani: includere il mondo femminile nei processi di pace, promuovere eguali opportunità per uomini e donne, godere del diritto di vivere libere dalla violenza.

A 30 anni dalla Dichiarazione di Pechino che ha definito umani i diritti delle donne, con adozione di una strategia globale da parte di 189 Governi per raggiungere la parità di genere, a che punto siamo oggi?  A un livello piatto, con scarse attese. Le discriminazioni e gli abusi mostrano sempre antichi e nuovi volti. Fisici, psichici, economici. Attraverso comportamenti manipolatori, di umiliazione e colpevolizzazione, di disparità nel reddito e nei ruoli di rappresentanza aziendale e pubblica.

I progressi dei decenni scorsi sui diritti delle donne nel mondo stanno svanendo sotto i nostri occhi, dice il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Come in Afghanistan, dove donne e ragazze sono state cancellate dalla vita pubblica e in molti altri Paesi. Secoli di patriarcato, stereotipi dannosi e discriminazione hanno creato un profondo divario di genere nella scienza e nella tecnologia, ha dichiarato il diplomatico, auspicando un’azione collettiva a livello mondiale da parte dei Governi, della società civile e del settore privato, per migliorare la formazione delle competenze e colmare il divario digitale. La parità di genere è sempre più lontana. Sulla base del percorso attuale, UN Women stima che servano decine di anni per recuperare la disparità.

Migliaia, nel mondo, le giovani donne escluse dall’istruzione e sottoposte a matrimoni infantili e mutilazioni genitali. Negli Stati evoluti, eccettuando età e ceto sociale, una vita libera dalla violenza è ancora una promessa. L’ultimo Rapporto del Gender Equality Index dell’Eige che misura le disuguaglianze di genere nei Paesi europei, fotografa per l’Italia una posizione a metà classifica (69,2 su 100). Secondo l’Istat, è minoritaria la presenza nei ruoli esecutivi di vertice: nelle aziende, le donne dirigenti sono appena il 21,9% del totale mentre, in ambito politico, quelle che ricoprono la carica di sindaco sono appena il 15,3%, contro l’84,7% degli uomini. Maggiore bersaglio di molestie e odio, anche online, le donne che hanno accesso a ruoli pubblici e decisionali.

Dare voce a tutte le donne è l’impegno globale del W20, gruppo ufficiale del G20. La rappresentanza femminile del Women20 Italia che ha partecipato al forum di New York, è determinata a scongiurare uno scenario che appare inquietante.

La parità di genere è sotto attacco in molte parti del mondo, forte messaggio di attiviste e rappresentanti di Associazioni provenienti da vari Paesi. A ottobre, nell’incontro in vista del vertice del G20 in Sudafrica, di cosa dovranno prendere atto le donne e quali contromisure prevedere?

Intanto il percorso di parità va avanti con concretezza anche all’interno della Chiesa. Mai così alto come nel pontificato di papa Francesco, il numero delle donne impiegate in Vaticano (circa 26,1%) e la presenza femminile in posizioni dirigenziali. Eliminare le disparità è una delle missioni del mandato del Pontefice che ha nominato alcune donne in posizioni apicali della gerarchia vaticana e altre membri di organismi curiali che possano influenzare il Vaticano pur conservando la loro indipendenza, come è scritto nel libro Ritorniamo a sognare. Perché le donne si impegnano a costruire una società più umana, mediante la loro capacità di cogliere la realtà con sguardo creativo e cuore tenero. Questo è un privilegio esclusivo delle donne.

Dare più spazio alle donne. Quale spazio? Temute da sempre, nella Storia, per il coraggio e la determinazione, rese spesso invisibili in una storia raccontata da uomini, le donne oggi guardano al passato per tracciare un sicuro confine e scongiurare un futuro drammatico. In un mondo complesso

vuol dire affermare una cultura, per abbattere aggressività e individualismo in un periodo di guerra che non è solo militare, ma economica e commerciale. L’amore come condivisione è il segreto della pazienza fiduciosa delle donne e offre speranza per il futuro.

Le donne immaginano il progresso di una società più umana. Non per risolvere una questione femminile o di sola giustizia sociale. In una diversa visione della vita, la prospettiva femminile intercetta disorientamento e fragilità, per tracciare la rotta di un’umanità appassita.

Risorsa non secondaria anche di crescita economica e sviluppo sostenibile, la parità di genere potrebbe incrementare il Pil dell’Unione europea dal 6,1 al 9,6%, per un impatto tra €1,95 e 3,15 bilioni, mentre il divario occupazionale comporta per l’Europa un costo di €370 Mld/anno.

In un’Europa definita parassita, ma che oggi vuole accogliere ricercatori e studiosi del mondo accademico americano, miraggio infranto della democrazia del multiculturalismo e delle grandi opportunità, puntare sulle donne non può che essere una grande opportunità.

Ogni parola, sguardo, gesto femminile può rompere muri di indifferenza e generare nuovi orizzonti di azione. Le donne, con impegno e competenza, attraversano i pregiudizi senza timore, con la forza disarmante della mente e del cuore. Aprono finestre, nei tempi bui. Tessono la trama della vita nella quotidianità, generando nuove vite anche nella difficoltà delle tante guerre del mondo. Combattono i conflitti e si prendono cura degli altri, garantendo clandestinamente, se necessario, l’istruzione. Come nel passato, attuano una rivoluzione silenziosa di parità e di emancipazione, contro potere e arroganza, superficialità e ambiguità. Tenere e forti, credono nella gioia, nella pace, nell’amore. Conoscono l’arte di avanzare con la forza del cuore, oggi, più che mai, decise ad andare avanti.

WUSME, l’Unione Mondiale delle Piccole e Medie Imprese, organizzazione internazionale con sede nella Repubblica di San Marino, ha partecipato alla 69ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite sullo Status delle Donne. Nel corso della sessione, WUSME ha organizzato un Parallel Event il 19 marzo 2025, dal titolo Le Discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) potenziano le donne: sbloccare l’accesso alla Finanza e all’Innovazione, tenuto presso le Nazioni Unite a New York. 

L’evento ha affrontato il ruolo cruciale delle discipline STEM nel promuovere l’empowerment delle donne, esplorando le opportunità di accesso a finanziamenti e innovazione. L’incontro ha visto la partecipazione di importanti partner internazionali come la Women Entrepreneurship Platform, Associazione con sede a Bruxelles che raccoglie diverse organizzazioni di donne imprenditrici in Europa, e l’Associazione Unione delle Donne Ungheresi con sede a Budapest, impegnata a supportare le imprenditrici nel settore agricolo.

Negli ultimi anni, l’Italia ha avviato una serie di riforme volte a sostenere l’uguaglianza di genere in politica, ha aggiunto l’Ambasciatore permanente Massari: Questi sforzi sono culminati in un evento di portata storica nel 2022, quando l’Italia ha eletto con orgoglio il suo primo Primo Ministro donna. L’Italia ha inoltre adottato numerose misure per sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, tra cui agevolazioni fiscali e incentivi per le aziende che assumono donne e per le madri lavoratrici, e per migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Tali misure mirano anche a rafforzare la cooperazione con il settore privato per proteggere e promuovere il significato sociale della maternità. Tutto questo sforzo ha portato il nostro Paese a raggiungere il più alto tasso di occupazione femminile mai registrato in Italia, ha concluso Massari. Sono particolarmente orgoglioso di annunciare che, proprio una settimana fa, il Governo italiano ha approvato una legge storica che propone l’introduzione del femminicidio come reato distinto e specifico nel Codice penale italiano

La legge è attualmente in fase di presentazione al Parlamento per dibattito e stabilisce che: È punito con l’ergastolo chiunque causi la morte di una donna, quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio nei confronti della vittima perché donna, o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà, o, comunque, l’espressione della sua personalità. Una volta adottata dal Parlamento, contribuirà fortemente al cambiamento culturale necessario per sradicare definitivamente la violenza. Una volta per tutte.

(consultazione:   e.frojo marzo 2025 – formiche; alessandra baldini, @onuitalia  03/2025; simona sirianni io-donna)

 

Inserito il:03/04/2025 16:42:27
Ultimo aggiornamento:03/04/2025 16:59:05
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