Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale
La geopolitica nell'era Trump: dazi, green deal, Nato, Ucraina e le sfide strategiche per l'Italia
di Achille De Tommaso
La recente vittoria elettorale di Donald Trump segna un punto di svolta che richiede una riflessione seria e pragmatica sulle strategie italiane ed europee.
1. La Contraddizione tra NATO e ReArm Europe Aggravata dall'Indebitamento Tedesco
Partiamo da un'osservazione fondamentale: l'Italia, come tutti i paesi europei, è già membro della NATO, l'alleanza militare più potente della storia. Siamo vincolati da precisi obblighi, tra cui quello di destinare il 2% (con pressioni per arrivare fino al 5%) del PIL alla spesa militare.
Emerge qui una palese incoerenza, ora aggravata dalla decisione tedesca di stanziare 500 miliardi di euro per il riarmo attraverso un massiccio indebitamento. Questa mossa solleva interrogativi critici:
- La spesa per il ReArm Europe sarà aggiuntiva rispetto agli impegni NATO, e come si concilia con l'aumento del debito tedesco?
- Come si giustifica un tale indebitamento, con il potenziale impatto sullo spread e sulla stabilità finanziaria europea?
- Perché non concentrare le risorse sul rafforzamento della NATO esistente, evitando duplicazioni costose e l'aumento del debito?
La verità è che questa sovrapposizione, unita all'ingente debito tedesco, rappresenta un utilizzo inefficiente di risorse che potrebbero essere destinate a priorità come la competitività economica o la transizione energetica, e rischia di destabilizzare ulteriormente l'economia europea.
Inoltre siamo 27 paesi senza una consolidata linea di comando militare internazionale.
2. Il Conflitto Ucraino: L'Europa in Rotta di Collisione con USA e Russia
Ma la contraddizione più evidente e preoccupante nella postura europea attuale riguarda il conflitto in Ucraina. la Russia non è fallita a seguito delle sanzioni, anzi ha una economia che secondo l'IMF è in netta crescita; e non è neanche sconfitta militarmente, mentre l'Europa è in recessione e con i magazzini di armi svuotati dal distruttivo conflitto.
L'Europa, insieme al Regno Unito, sembra essere l'unico attore internazionale determinato a proseguire un conflitto senza una chiara strategia di uscita:
- La Nuova Posizione USA con Trump:
- Donald Trump ha ripetutamente dichiarato di voler porre fine alla guerra in Ucraina.
- La nuova amministrazione americana ha espresso scetticismo verso il supporto illimitato all'Ucraina.
- Gli USA stanno chiaramente virando verso una posizione favorevole ai negoziati.
- L'Apertura Russa:
- La Russia, pur mantenendo ferme le proprie condizioni, ha costantemente manifestato disponibilità al dialogo.
- Mosca ha chiarito che i negoziati sono possibili su basi realistiche, che riconoscano la situazione sul terreno.
- La Russia ha interesse a una normalizzazione delle relazioni con l'Europa, suo partner commerciale naturale.
- La Postura Europea: Un Pericoloso Isolamento:
- L'Europa continua a sostenere una "pace giusta" (mai è stato definito cosa sia) ucraina sempre più irrealistica sul piano militare.
- La retorica europea pare quella di "combattere fino all'ultimo ucraino", che solleva interrogativi etici oltre che strategici.
- L'Europa rischia di trovarsi isolata, posizionandosi in contrasto sia con gli USA che con la Russia.
Questa posizione europea rappresenta un rischio strategico enorme: ci stiamo mettendo in rotta di collisione sia con il nostro principale alleato che con un attore fondamentale per la sicurezza del continente.
3. Il Mito dell'Abbandono Americano della NATO
Una narrativa suggerisce che l'amministrazione Trump potrebbe abbandonare la NATO, giustificando così un riarmo europeo autonomo. Questa visione non regge a un'analisi fattuale:
- Gli Stati Uniti mantengono solo in Italia più di un centinaio di basi militari e infrastrutture strategiche. Anche nucleari.
- Il dispositivo militare americano in Europa rappresenta un investimento di decenni.
- La presenza USA serve interessi strategici americani che trascendono le singole amministrazioni.
- Trump ha più volte invitato gli europei ad aumentare le spese militari per la NATO
La vera questione non è se gli USA lasceranno la NATO, ma come evolverà la loro leadership all'interno dell'alleanza, specialmente riguardo ai conflitti che vedono l'Europa in prima linea.
4. Politiche Migratorie: Una Convergenza che Contrasta con l'Isolamento sull'Ucraina
Ironicamente, mentre l'Europa rischia l'isolamento sulla questione ucraina, assistiamo a una convergenza significativa sulle politiche migratorie:
- Le recenti elezioni in numerosi paesi occidentali hanno visto l'ascesa di governi con posizioni più restrittive sull'immigrazione.
- L'approccio italiano di cooperazione con paesi terzi per la gestione dei migranti sta guadagnando consenso internazionale.
- La futura amministrazione Trump ha già annunciato piani per politiche migratorie molto più restrittive.
Questo dimostra che l'allineamento con gli USA è possibile e vantaggioso su temi di interesse comune, rendendo ancora più incomprensibile l'isolamento europeo sulla questione ucraina.
5. Dazi e sbilanci
La bilancia commerciale con gli USA, dell’Europa, è la seguente (2025):
Ma questa narrazione non è perfetta; infatti, se è vero che nel 2023 le esportazioni europee di beni verso gli Usa sono state pari a circa 504 miliardi di euro e le importazioni oltre 347 miliardi, con un saldo di 157 a favore dell’Europa; al contrario, le esportazioni di servizi dell’Europa a 27 verso gli Usa valgono quasi 319 miliardi, mentre le importazioni europee di servizi dagli Stati Uniti superano i 427 miliardi, con un saldo di 108 a favore degli States». Quindi dovremmo essere quasi alla pari.
L’Europa è comunque vista come un grande mercato, ma non come potenza. Eventualmente siamo considerati, e per lo più “negativamente”, una grande potenza regolatoria, che è vista male dalle Big Tech, e dal mondo dell’”innovazione”.
6. I costi Reali del Conflitto Russia-Ucraina
Mentre gli USA possono permettersi di sostenere l'Ucraina a distanza, per l'Europa i costi sono immediati e devastanti; essi sono:
- Impatto energetico: nonostante la diversificazione, i prezzi dell'energia rimangono significativamente più alti rispetto al periodo pre-conflitto.
- Interruzione delle catene di approvvigionamento: alcune maggiori industrie europee dipendevano da materiali e componenti provenienti da esse prodotte in Russia.
- Costi dell'assistenza militare: l'Europa sta depauperando i propri arsenali a un ritmo insostenibile.
- Perdita di mercati: le aziende europee stanno perdendo quote di mercato in Russia, che vengono rapidamente occupate da competitori asiatici.
Questi costi non sono distribuiti uniformemente tra gli stati membri, creando ulteriori tensioni interne all'UE.
7. Il Green Deal Europeo: Un'Opportunità o un Fardello?
Il Green Deal europeo rappresenta un'ambiziosa strategia per la transizione ecologica, ma solleva interrogativi cruciali per l'Italia:
- Costi della transizione: le imprese italiane, in particolare le PMI, potrebbero faticare a sostenere i costi degli investimenti necessari per la decarbonizzazione.
- Competitività: il Green Deal ha penalizzato molte industrie europee rispetto ai competitori globali, a meno che non vengano introdotte misure di reciprocità (dazi), che comunque opprimono il commercio.
- Impatto sociale: la transizione ecologica potrebbe avere un impatto significativo sull'occupazione e sulla coesione sociale, richiedendo politiche di accompagnamento efficaci.
8. La Deterrenza Nucleare e i Limiti dell'Opzione Francese
Un elemento cruciale di qualsiasi strategia di difesa riguarda la deterrenza nucleare. L'idea che l'Europa possa affidarsi all'arsenale nucleare francese è irrealistica:
- La Francia possiede circa 290 testate nucleari, contro le 6.000 circa di ciascuno, USA e Russia.
- La dottrina nucleare francese è concepita per la protezione del territorio nazionale francese.
- Se la Francia dovesse minacciare di usare le armi nucleari per difendere un altro paese, i potenziali avversari potrebbero mettere a rischio la Francia stessa. Siamo sicuri che la Francia accetta fin da ora questa eventualità?
- Solo la NATO, con la garanzia nucleare americana, offre una deterrenza credibile.
L'Europa deve quindi mantenere buone relazioni con gli USA, allineando le proprie posizioni sull'Ucraina con la nuova amministrazione Trump.
9. Ulteriori Punti di Attenzione
Oltre a quanto già esposto sopra, è fondamentale considerare:
- Hamas? La ricostruzione di Gaza, chi paga? Hamas vuole liberare gli ostaggi solo dopo che si è capito cosa si farà dopo, e poi vuole essere qualcosa anche dopo.
- Israele vuole che non succeda più un 7 ottobre. Ma gli obbiettivi di Netanyau non sono condivisi dalla comunità internazionale.
- L’Artico? Il mar Nero, Odessa, l’Iran.
- La competizione tecnologica e la necessità di investimenti in innovazione.
- La cybersecurity e la protezione dalle minacce informatiche.
- La stabilità del Mediterraneo e i colloqui con i paesi del Nord Africa
- I rapporti con la Cina e la definizione di una strategia europea coerente.
- La necessità di una politica industriale europea che supporti l’innovazione (IA?) e la competitività.
Conclusioni e Prospettive
Alla luce dell'amministrazione Trump, del significativo indebitamento tedesco per il riarmo, della minaccia dei dazi, delle sfide del Green Deal e delle molteplici questioni geopolitiche, l'Italia e l'Europa si trovano a un bivio strategico.
- Riallineamento con gli USA sull'Ucraina: L'Europa deve riconoscere il cambiamento di posizione americana e adattare la propria strategia, sostenendo una soluzione negoziata al conflitto.
- Rafforzare la NATO, non duplicarla: Investire nel potenziamento dell'Alleanza Atlantica esistente, evitando costose e inefficaci duplicazioni, e considerando l'impatto dell'indebitamento tedesco sullo spread.
- Normalizzazione pragmatica con la Russia: Avviare un percorso di normalizzazione delle relazioni con Mosca, salvaguardando gli interessi economici e di sicurezza europei.
- Sfruttare la convergenza sulle politiche migratorie: Rafforzare la cooperazione con l'amministrazione Trump su temi di interesse comune.
- Gestione dei dazi: L'Italia e l'UE devono prepararsi a negoziare con l'amministrazione Trump per evitare l'imposizione di dazi che danneggerebbero le esportazioni italiane.
- Riforma del Green Deal: L'Italia deve lavorare a livello europeo per riformare il Green Deal, rendendolo più sostenibile per le imprese e i lavoratori.
- Sicurezza energetica: L'Italia deve accelerare la diversificazione delle fonti energetiche e investire nel nucleare per ridurre la dipendenza dalle importazioni.
- Competizione tecnologica: L'Italia deve investire in ricerca e sviluppo e promuovere l'innovazione per rimanere competitiva a livello globale.
- Cybersecurity: L'Italia deve rafforzare le proprie capacità di cybersecurity e cooperare a livello internazionale per contrastare le minacce informatiche.
- Stabilità del Mediterraneo: L'Italia deve svolgere un ruolo attivo nella promozione della stabilità e della cooperazione nella regione mediterranea.
- Rapporti con la Cina: L'Italia deve contribuire a definire una strategia europea coerente nei confronti della Cina, bilanciando la cooperazione economica con la tutela dei propri interessi strategici.
- Politica industriale europea: L'Italia deve spingere per una politica industriale europea che supporti la competitività delle imprese europee in settori strategici.
In conclusione, l'Italia e l'Europa devono adottare un approccio strategico e pragmatico per affrontare le sfide geopolitiche dell'era Trump. Questo richiede un riallineamento delle priorità, un rafforzamento della cooperazione internazionale e un impegno a tutelare i propri interessi economici e di sicurezza.